Riabilitazione Specialistica

Riabilitazione Neurologica in Acqua — Parkinson, Post-Ictus, Sclerosi Multipla

L'acqua calda a 34–35°C riduce la spasticità, facilita il movimento e abbatte il rischio di caduta. L'idroterapia migliora l'equilibrio in pazienti con Parkinson rispetto alla sola fisioterapia a terra.

Perché l'acqua è efficace nelle patologie neurologiche

Le patologie neurologiche colpiscono il controllo motorio, l'equilibrio, il tono muscolare e la coordinazione. L'acqua agisce su tutti questi sistemi simultaneamente:

Il fisioterapista assiste una persona in equilibrio su un cuscino propriocettivo, davanti alla spalliera
La scala di accesso alla vasca riabilitativa, con corrimano su entrambi i lati
Corrimano lungo il bordo della vasca, appiglio per gli esercizi in piedi
Il lavoro sull'equilibrio in palestra e l'accesso alla vasca, con corrimano su entrambi i lati; per chi non cammina c'è il sollevatore con carrozzina.
  • Riduzione della spasticità: il calore a 34–35°C e la pressione idrostatica riducono il tono muscolare aumentato tipico di molte patologie neurologiche
  • Facilitazione del movimento: la spinta idrostatica riduce il peso corporeo, permettendo movimenti impossibili a terra
  • Stimolazione propriocettiva: l'ambiente acquatico fornisce input sensoriali continui che supportano la neuroplasticità
  • Riduzione del rischio di caduta: l'acqua "sostiene" il paziente, eliminando la paura che inibisce il movimento

Parkinson: benefici specifici

La malattia di Parkinson colpisce l'equilibrio, la deambulazione (freezing), la rigidità muscolare e la bradicinesia. In acqua si osservano:

  • Miglioramento dell'equilibrio rispetto alla sola fisioterapia a terra
  • Riduzione del freezing: il ritmo dell'acqua facilita l'iniziazione del movimento
  • Riduzione della rigidità: il calore migliora l'ampiezza dei movimenti
  • Mantenimento della resistenza cardiovascolare con esercizio a basso impatto

Post-ictus: recupero motorio in acqua

Dopo un ictus, i pazienti presentano emiplegia o emiparesi, spasticità e difficoltà nella deambulazione. La neuroplasticità post-ictus è massima nei primi 6-12 mesi — iniziare la riabilitazione intensiva il prima possibile è fondamentale.

La riabilitazione post-ictus in acqua offre:

  • Riduzione dell'inibizione spastica
  • Guida del fisioterapista nel movimento del lato paretico
  • Riduzione della paura della caduta, favorendo movimenti più ampi
  • Mantenimento della condizione cardiovascolare durante la fase di recupero

Sclerosi multipla: indicazioni e precauzioni

La sclerosi multipla è indicata per l'idroterapia in fase stabile. La precauzione fondamentale è la temperatura: il calore può peggiorare temporaneamente i sintomi neurologici, è il fenomeno di Uhthoff. Per questo, in caso di SM, la temperatura della vasca viene verificata insieme al fisioterapista prima di iniziare il percorso.

Controindicazione: fase di recidiva attiva. In questi periodi è necessario attendere la stabilizzazione prima di riprendere la riabilitazione in acqua.

FAQ

FAQ — Riabilitazione Neurologica

La riabilitazione neurologica in acqua è sicura per i pazienti con Parkinson?

Sì, con le dovute precauzioni. Il personale di aquafit è sempre presente in vasca. La spinta idrostatica riduce il rischio di caduta. I pazienti con Parkinson non grave beneficiano significativamente dalla riabilitazione in acqua: con un miglioramento dell'equilibrio rispetto alla sola fisioterapia a terra.

Dopo quanto tempo si vedono risultati nella riabilitazione post-ictus?

I miglioramenti nella riabilitazione post-ictus si osservano dopo 8-12 sedute intensive. La neuroplasticità è massima nei primi 6-12 mesi dopo l'ictus: iniziare il prima possibile ottimizza i risultati.

La riabilitazione in acqua è indicata per la sclerosi multipla?

Sì, con una precauzione importante. Il calore può peggiorare temporaneamente i sintomi neurologici della SM: è il fenomeno di Uhthoff. Per questo la temperatura della vasca viene verificata insieme al fisioterapista prima di iniziare, e il percorso si imposta di conseguenza.

Quante sedute servono per la riabilitazione neurologica?

La riabilitazione neurologica richiede percorsi più lunghi rispetto a quella ortopedica: almeno 20-30 sedute, spesso integrate in un piano continuativo. Il neurologo e il fisiatra definiscono il programma insieme. Non esistono "cicli brevi" efficaci per patologie come Parkinson o post-ictus.

Il paziente deve essere autosufficiente per fare riabilitazione in acqua?

No. I nostri fisioterapisti sono abilitati ad assistere pazienti con deficit motori significativi, inclusi pazienti in carrozzina o con forte emiparesi. L'ambiente acquatico è spesso più accessibile per questi pazienti rispetto alla fisioterapia a terra.

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